La storia

Ocriculum, alleata di Roma nel 308 a.C., dopo la battaglia di Mevania, svolse una funzione strategica come città di confine tra l’Umbria e la Sabina e come punto di scambio tra la viabilità fluviale e terrestre lungo la via Flaminia. I rapporti commerciali con Roma erano, infatti, intensi grazie sia al vicino porto fluviale sul Tevere detto Porto dell’Olio,di origine romana, ma usato anche per tutta l’età papale, che alla via Flaminia realizzata nel 220 dal console Flaminio. Ascritta alla tribù Arnensis, divenne municipio e, nella suddivisione operata da Augusto, venne assegnata alla Regio VI, di cui costituì l’estremo lembo verso la Sabina. In età imperiale ebbe vita fiorente con un’economia basata sull’agricoltura, sul commercio e sull’industria figulina e di tegole e mattoni; le bellezze naturali del territorio, inoltre, la rendevano anche un luogo adatto per la villeggiatura. La città venne distrutta fra il 569 ed il 605 d.C. durante l’invasione longobarda. Nella seconda metà del VII sec. d.C l’abbandono della città sviluppatasi su un’ansa del Tevere a vantaggio del recupero del colle preromano, fu dovuto ad un insieme di fattori tra i quali le numerose inondazioni del Tevere e gli spostamenti del letto del fiume. I primi scavi regolari, condotti durante il pontificato di Pio VI (1775/1799), portarono all’esplorazione di molti edifici monumentali, coma la Basilica e le Terme e le numerose opere d’arte rinvenute (mosaici, sculture, iscrizioni …) furono trasportate ai Musei Vaticani: in particolare un mosaico policromo, rinvenuto integro nelle Terme, e la testa colossale di Giove alta 58 cm., trasportate a Roma per via fluviale

La visita

Dell’antica Ocriculum, attualmente visitabile attraverso dei percorsi pedonali, sono attualmente ben visibili le principali strutture della città romana: una cisterna romana a vista su cui poggia l’Antiquarium del Casale di S. Fulgenzio, l’area del Foro e della Basilica, l’imponente monumento delle Grandi Sostruzioni, il Teatro, le Terme, un pilone monumentale d’ingresso, un grande Ninfeo, un tratto basolato dell’antica Via Flaminia su cui si affacciano un monumento funerario rotondo, una fonte pubblica, l’Anfiteatro, imponenti monumenti funerari e, a destra della città romana, lungo la Strada Statale, la Necropoli arcaica del VII sec. a.C. in località Crepafico. Proseguendo lungo la strada comunale di S. Vittore la visita si dirama lungo due percorsi pedonali: il percorso secondario conduce alla Chiesa Paleocristiana di S. Vittore con una suggestiva vista sul tratto di Tevere dove è stato recentemente ricostruito un attracco fluviale; il percorso pedonale principale, entrando all’interno della città di Ocriculum, attraversa i resti di ambienti in opera reticolata, la cosiddetta Piccola Sostruzione e raggiunge l’area del Foro e della Basilica. Da questa zona provengono iscrizioni onorarie e di carattere pubblico ed un gruppo statuario dell’età Giulio–Claudia, trasportati ai Musei Vaticani e pertinenti alla Basilica e altre effigi imperiali, recuperate durante gli scavi pontifici settecenteschi, che attestano la presenza di un secondo monumento pubblico adibito al culto imperiale. Tutti questi edifici non sono attualmente visibili, restano solo scarsi resti murari, affioranti dal piano di campagna.

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Grandi Sostruzioni

Le Grandi Sostruzioni, situate a destra del percorso principale, rappresentano uno dei monumenti più caratteristici e imponenti di Ocriculum. Questo complesso, lungo circa 80 m. e costituito da 12 ambienti a volta disposti su due piani, fu costruito con lo scopo di contenere il terreno e, in età tardo repubblicana, doveva sostenere un edificio pubblico di cui non rimane traccia; un edificio imponente, quindi, che faceva parte di una grande terrazza probabilmente pertinente ad un santuario dedicato alla dea Valentia.

Teatro

Il monumento, costruito in opus reticolatum a destra delle Grandi Sostruzioni utilizzando il pendio del terreno retrostante, è costituito da una cavea (gradinate), di m. 79 di diametro, divisa orizzontalmente in tre parti, sormontata da due ambulacri e collegata alla galleria tramite alcune aperture. Davanti alla cavea, su una spianata artificiale sorretta da sostruzioni, si trovava la scena (di cui non rimane nulla sul posto) adornata di statue e decorazioni tra cui probabilmente le due colossali Muse sedute, ora conservate nella sala a croce dei Musei Vaticani.

Terme

Le Terme sono l’unico monumento antico ricordato dalle fonti epigrafiche, relativamente alla costruzione, ai restauri e agli ampliamenti. Rimane ora visibile la cosiddetta sala ottagonale: i quattro lati maggiori sono alternati a quattro minori su cui si aprono nicchie, porte e ingresso principale, la copertura è del tipo a “conchiglia”. Da questa sala proviene il mosaico policromo ora conservato nella Sala Rotonda dei Musei Vaticani raffigurante al centro una medusa e in due fasce divise in otto settori scene con lotta di centauri e Greci. Accanto alla sala ottagonale è conservata una sala rotonda di 9 m. di diametro in opus latericium, sulla cui muratura esterna restano tracce di rivestimento in cocciopesto.

Pilone Monumentale

La strada continua inoltrandosi all’interno della città dove si conserva il cosiddetto Pilone, un’alta costruzione rettangolare in opera reticolata. L’alto pilastro è interpretabile come uno dei piloni della porta monumentale che indicava l’ingresso all’area urbana: al di fuori di esso, infatti, sono ubicati i monumenti funerari, mentre superandolo si trovano gli edifici pubblici tra cui, alla sinistra, il ninfeo.

Ninfeo

Il Ninfeo di Otricoli è una lunga sostruzione di m. 50, costruita in opera cementizia con rivestimenti in opus reticolatum. Il monumento, caratterizzato da una elegante parete che conteneva circa tre fontane pubbliche nella sua alternanza di nicchie semicircolari e rettangolari, è collegato, attraverso un sistema di cunicoli sotterranei ancora funzionanti, alla cisterna su cui è impostato l’Antiquarium del Casale San Fulgenzio.

Ultimi rinvenimenti

Attraversato il pilone di ingresso, il percorso pedonale arriva in una zona caratterizzata dalla presenza di numerosi monumenti, tutti rinvenuti durante la campagna di scavo del 1992-1994, che si affacciano su un tratto basolato dell’antica Via Flaminia. Presso Ocriculum, infatti, l’importante via pubblica seguiva un tracciato parallelo all’odierna statale entrando con un divincolo all’interno della città antica. Il tratto ora visibile (25×6 m.) è formato da grandi basoli di leucite provenienti da antiche cave delle vicinanze e conserva ancora evidenti i segni del passaggio dei carri. Si affaccia direttamente sulla Via Flaminia un Monumento funerario a tamburo su base quadrata di grandi dimensioni, costruito in opera cementizia e rivestito di blocchi di travertino disposti per testa e per taglio. Accanto al monumento sono visibili a destra la cosiddetta Tomba a torre e a sinistra una Fonte pubblica: quest’ultima, che si apre sulla Via Flaminia con un ingresso gradinato, è divisa all’interno da due balaustre in pietra, dove sono ancora visibili i segni delle funi dei secchi usati per l’approvvigionamento dell’acqua.

Anfiteatro

Il percorso guidato, quasi ripercorrendo il tracciato dell’Antica Via Flaminia, giunge ad uno dei monumenti più imponenti della città di Ocriculum: l’Anfiteatro. Questo edificio, i cui assi maggiori misurano circa 120×98 m., si presenta in parte costruito, in parte addossato alla collina, scavata per consentire l’appoggio delle strutture murarie; tutta la parte esterna del monumento è scomparsa, ma della cavea rimangono alcuni tratti della galleria intermedia, delle gradinate, di una galleria più interna e di un basso corridoio. Rimangono inoltre i resti dei due ingressi principali sugli assi maggiori e, sul piano dell’arena, una parte del podio.

Monumenti funerari

Uscendo dall’area urbana di Ocriculum, infine, il tracciato fiancheggia numerosi monumenti funerari che si trovavano lungo il tracciato dell’Antica Via Flaminia; delle tombe rimangono i nuclei per lo più in opera cementizia di varie tipologie (a torre, a nicchia, rotondo) con rivestimenti in blocchi di travertino e di marmo, in parte reimpiegati nel centro storico di Otricoli. Il primo monumento, detto Tomba a torre, è di grandi dimensioni, a pianta quadrata, ed è sormontato da un corpo circolare, riutilizzato per la costruzione in alto di una colombaia. L’ultimo monumento che si incontra uscendo dalla città di Ocriculum è una Tomba a nicchia di età imperiale, che emerge dalla terra fino all’imposta della volta; è costruita in opera cementizia con grosse scaglie di tufo miste a malta ed aveva un rivestimento in laterizio di cui rimangono soltanto alcuni tratti.

Necropoli preromane

Otricoli, antico centro umbro confinante ad ovest con il territorio falisco e a sud est con la Sabina tiberina, presenta numerose testimonianze dell’età preromana. I materiali più antichi provengono dalle necropoli arcaiche ubicate sul pianoro sottostante il centro attuale, in particolare in loc. Crepafico; qui i rinvenimenti di tre tombe, tutte scavate nel bancone tufaceo e databili tra VI e VII secolo a.C., hanno, infatti, riportato alla luce numerosi oggetti riferibili ai corredi funerari. Di notevole pregio sono i numerosi vasi d’impasto e bucchero, rinvenuti nel 1975 in una tomba di loc. Cerqua Cupa ed il numeroso vasellame in bucchero (due kantharoi, una grande olla due oinochoai e un olpe) e i materiali in ferro pertinenti al corredo funerario della più grande delle tre tombe scavate nel 2003 in loc. Crepafico: tutti questi reperti sono oggi esposti nell’Antiquarium Casale San Fulgenzio