Il fiume Tevere
I fiumi hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella nascita delle città e nella realizzazione di scambi commerciali oltre che culturali: il Tevere e la storia di Roma e del suo impero ne sono un valido esempio. Allo stesso modo una serie di fattori geografici ed ambientali hanno determinato la scelta di questo luogo strategico, compreso tra un’ansa del Tevere e le verdi colline umbre, per la fondazione della città romana di Ocriculum; qui, infatti, i Romani costruirono il loro secondo scalo portuale sul Tevere: il cosidetto “Porto dell’Olio”, fondamentale punto di scambio tra Umbria e Sabina, utilizzato fino a tutto il ‘700, principalmente come imbarco di prodotti agricoli e manifatture autoctone.

Il territorio otricolano costituisce un magnifico esempio di paesaggio culturale, opera della stretta interconnessione che nello spazio e nel tempo si è sviluppata tra uomo e ambiente di cui si ha testimonianza nella successione dei singoli orizzonti abitativi. Gli aspetti naturali che noi ammiriamo oggi come protagonisti del paesaggio otricolano sono gli stessi che in un passato non molto lontano hanno, da un lato, condizionato l’evoluzione delle forme del rilievo e, dall’altro, favorito la frequentazione dell’uomo e lo sviluppo dei suoi insediamenti.
Storia del Tevere
Il biondo Tevere, come era chiamato dagli antichi, nasce sul monte Fumaiolo nell’Appennino tosco-romagnolo, da dove, con un tragitto di oltre 400 Km attraversando la Toscana, l’Umbria e il Lazio, arriva al Mar Tirreno.
Al Tevere è legata la storia della fondazione di Roma, datata 753 a.C, ma i primi insediamenti indicativi risalgono al IV secolo a. C. nella zona di Ostia Antica. La storia ci racconta che Roma e Veio rivaleggiarono lungamente per il controllo del commercio sul fiume, fino agli inizi del IV sec a.C.
Alla fine del VI sec. a. C. ai tempi degli ultimi re di Roma, Tarquinio Prisco o Tarquinio il Superbo, usufruendo dell’esperienza sviluppata dall’ingegneria etrusca, si costruì la Cloaca Massima, una delle più antiche condotte fognarie.
In epoca imperiale la storia del fiume è legata alla rete commerciale del Mediterraneo, avente come fulcro il Porto di Ostia e come secondo scalo portuale del Tevere: “il Porto dell’Olio” di Ocriculum che rimase una fondamentale arteria di trasporto fino a tutto il ‘700.
Tale porto sorgeva sulle rive del Tevere, al margine di un’area pianeggiante dove il fiume descriveva un’ampia ansa, nella cartografia indicata, non a caso, con il toponimo di Fiume Morto. I rapporti tra la città di Otricoli e Roma furono intensificati grazie a questa infrastruttura, che fu certo determinate per lo sviluppo economico della città; notizie più frequenti del Porto, presenti soprattutto nel ‘600 e nel ‘700, documentano sia i notevoli benefici ricevuti dal comune di Otricoli soprattutto per i consistenti proventi derivati dalle gabelle, ma anche le notevoli difficoltà patite a causa della continua erosione delle sponde del fiume che provocava frequenti frane e che obbligò a spostare ripetutamente l’intero abitato e il porto (1688-1720).
Nell’Alto Medioevo vennero pavimentati i percorsi naturali che attraversavano la valle del Tevere, costruendo, così, le strade consiliari che ancora oggi sono rilevanti arterie stradali; basti pensare alla Flaminia, che, con un percorso che congiungeva Roma a Rimini, attraversava anche l’aerea archeologica di Otricoli. Questo comportò la diminuzione dell’utilizzo del Tevere quale arteria di comunicazione che venne ulteriormente aggravata dalla costruzione di muraglioni e dall’insabbiamento, tanto da determinare il completo decadimento della navigazione fluviale.
Il percorso del Tevere
La zona archeologica dell’antica città di Ocriculum, è costeggiata dalle due arterie di comunicazione più importanti della Roma antica: la via Flaminia, che la attraversa e un tratto del fiume Tevere che la lambisce.
Il Fiume Tevere rappresenta l’elemento naturale dominante del paesaggio dell’Umbria meridionale, un corso d’acqua a tratti impetuoso che, con il suo andamento divagante e sinuoso, ha, nel tempo, fortemente modellato le colline che lambisce. Il Torrente San Vittore, affluente del fiume Tevere, è la seconda rilevante struttura idrografica protagonista della storia evolutiva del territorio, attorno al quale, a partire dal I sec. a. C., si sviluppò l’insediamento romano di Ocriculum. Oggi, il torrente scende, come in passato, dal versante che dominava ad est la città e raggiunge il corso del fiume Tevere, nei pressi della chiesa preromanica di San Vittore.
Ambiente, flora e fauna del Tevere
Le specie vegetali che crescono spontaneamente nella zona limitrofa al tratto di fiume Tevere che costeggia l’area archeologica di Ocriculum sono: i salici, il pioppo bianco, le canne palustri e i colorati giunchi. Questo ambiente nelle zone più lontane dallo scorrere delle acque, è caratterizzato da alberi a medio fusto come la roverella, il farnetto, l’orniello, il rovere e il leccio.
Una notevole e differenziata fauna vive nella vegetazione dell’area protetta sita nei pressi dell’area archeologica; tra i vari uccelli acquatici gli aironi cenerini, le garzette, le nitticore, il germano reale e i falchi di paludi; nelle acque del fiume vivono, invece, l’anguilla, il luccio, il pesce gatto e la nutria. Nell’interno dell’area vivono la donnola, la faina, il tasso, la volpe e l’istrice.
Progetto Antica Via Flaminia

Il progetto è finalizzato alla valorizzazione della zona archeologico-territoriale costituita dall’area archeologica di Ocriculum (comune di Otricoli), dal ponte di Augusto (comune di Narni) e dall’antica città di Carsulae (comune di Terni), caratterizzati dalla medesima collocazione storica (Impero Romano) oltre che geografica (antica via Flaminia); il piano di lavoro denominato “Antica Via Flaminia” prevede non solo un intervento complesso ed integrato di recupero e potenziamento dei siti archeologici citati, del loro collegamento viario (pedonale e ciclo-turistico) e parzialmente fluviale ma anche attività volte alla promozione della stessa zona. L’area nella quale si svilupperà il progetto è situata all’interno del quadrilatero strategico delle infrastrutture viarie in corso di realizzazione, ovvero l’autostrada Venezia-Mestre-Terni-Orte-Civitavecchia, la direttissima Terni-Roma, la superstrada Terni-Rieti, la piattaforma logistica Terni-Narni e l’ampliamento dell’Autostrada A1 del Sole per la realizzazione della terza corsia. Questi interventi infrastrutturali hanno un’evidente influenza sul patrimonio naturalistico/storico dell’area; in tale scenario, un dovere morale (regolato anche dall’art, 60, comma 4 della Finanziaria 2003) obbliga ad una doverosa mitigazione ambientale che vada a compensare gli squilibri causati dalla realizzazione delle infrastrutture, oltre che i disagi arrecati alle comunità locali dai cantieri e dal passaggio dei relativi mezzi pesanti.
Il progetto Antica Via Flaminia si articola in diversi interventi; i principali piani di lavoro, in fase di realizzazione, aventi come soggetto-oggetto l’antica città romana di Ocriculum sono relativi a:
Restauro e ricostruzione dell’Antiquarium Casale S. Fulgenzio
Attivazione del Porto dell’Olio
Realizzazione della viabilità fluviale
Gli altri interventi, ancora in fase progettuale, sono:
Recupero dei maggiori monumenti dell’area archeologica di Otricoli (Grandi Sostruzioni, Terme, Teatro)
Recupero del Convento Benedettino di S.Vittore
Adeguamento del Museo Antiquarium sito nel centro storico
Realizzazione della viabilità pedonale e ciclo-turistica
Realizzazione della segnaletica












