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Casale San Fulgenzio

L’Antiquarium Casale San Fulgenzio, situato all’interno dell’area archeologica di Ocriculum, è impostato su una cisterna romana a vista, costituita da un unico ambiente rettangolare coperto con volta a botte (lungo m. 28, largo m. 4,30 e alto m. 4,25) e pertinente ad una villa suburbana costruita in opera cementizia.
L’intero ambiente di circa mq. 230, completamente ristrutturato per permettere la visita alla cisterna, ospita una sala adibita per i laboratori didattici e una mostra archeologica permanente costituita da reperti inediti e di grande pregio rinvenuti durante le campagne di scavo condotte nell’area archeologica di Ocriculum dal 1960 al 2005.

Di notevole pregio tra i reperti archeologici esposti sono i vasi preromani in bucchero (rinvenuti nelle necropoli preromane di Cerqua Cupa e Crepafico), due urne cinerarie marmoree decorate, numerose terracotte architettoniche, i frammenti di un letto funebre in osso decorato, varie iscrizioni, ritratti e sculture in marmo.

I reperti archeologici preromani rinvenuti in località Crepafico
Gli oggetti, riferibili ai corredi funerari delle tre tombe preromane (databili fra la metà del VII – VI sec.) rinvenute in località Crepafico sono reperti archeologici di grande valore. Della prima tomba: tre calici integri in bucchero (decorati con elementi geometrici attraverso la tecnica ad impressione) e alcuni materiali in ferro (cuspidi di lancia e una fibula).

Riferibili alla seconda sepoltura, invece, due olpe, un Oinoichoe (tutti in bucchero, di fattura molto raffinata e con una superficie lucidata e lisciata) e una coppa su piede di argilla rosata acroma. Pertinenti, infine, alla terza tomba, quasi sicuramente femminile, un piccolo Alabastrum (contenitore per unguenti) e una lucerna acroma con corpo circolare e becco arrotondato.

Urna cineraria a forma di anfora
L’urna cineraria rinvenuta integra (nelle vicinanze del Monumento funerario rotondo, visibile all’interno dell’area archeologica di Ocriculum) e imitante l’anfora loutrophoros non è consueta e ricorda le slanciate anfore di alabastro egiziane; databile alla fine del I secolo d. C. il reperto ha un coperchio intarsiato di elementi vegetativi (edera colorata con dei lineamenti rossastri) che si incassa, con un dentello, ad un corpo decorato da grandi baccellature.

Urna cineraria a forma di vaso plastico
L’urna rinvenuta integra (nei pressi di una tomba all’interno dell’area archeologica di Ocriculum) ha la forma di vaso plastico con spalla a profilo concavo, anse a nastro piene e coperchio conico.
Sopra il piede liscio, il corpo è decorato da larghe baccellature; segue una fascia centrale con doppia treccia e baccellature cave nella spalla. Il coperchio, liscio, è diviso in tre zone da un cordone doppio disposto a spina di pesce e da un motivo a cordone semplice.
La decorazione dell’urna è resa in modo pesante e sovrabbondante; i vari elementi ornamentali si compongono in modo libero, senza rifarsi ad un preciso modello. La ricchezza e la sovrabbondanza della decorazione, unite alla ricercatezza della forma, fanno datare l’urna alla fine del I secolo d. C.

Antefissa a figure intere
Il reperto, proveniente dalla zona del Teatro di Ocriculum, è una delle più particolari terrecotte architettoniche conservate nell’Antiquarium Casale San Fulgenzio.
Sul frammento, una sottile lastra di fondo a profilo rettangolare e dipinta in nero, è raffigurata a rilievo una coppia di un uomo e una donna stanti e completamente nudi: a destra l’uomo, dipinto in rosso, con la gamba destra portante e la sinistra appena scostata e flessa, tiene il braccio destro disteso lungo il corpo, mentre il sinistro è appoggiato sulle spalle della donna. La figura femminile, dipinta di rosa, ha entrambe le braccia distese lungo i fianchi e la gamba destra incrociata davanti alla sinistra. Le figure sono slanciate ed esili, i particolari anatomici non ben dettagliati.

Scultura raffigurante bovino
Il reperto rinvenuto negli anni ‘70 all’interno di una antica vasca di decantazione, in una zona interna all’area archeologica di Ocriculum interessata da strutture antiche, è una scultura in marmo rappresentante una vacca databile I sec. a.C.
In posizione accosciata, con le gambe anteriori e posteriori piegate, ha la mammella gonfia di latte; la coda è ricurva sul dorso e tutti gli altri particolari anatomici ben evidenziati.
Un foro nel muso testimonia un suo utilizzo probabilmente come fontanella.