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Antiquarium comunale


Il Museo, situato all’interno del Palazzo Priorale di Otricoli, collega con un percorso didattico ideale le tre identità storiche di Otricoli: il centro preromano, l’antica città romana di Ocriculum e l’attuale centro storico medievale, ricco di materiali antichi riutilizzati nel tessuto urbano.
Nell’Antiquarium sono esposti reperti archeologici di notevole pregio provenienti dalla città romana di Ocriculum; di particolare interesse: l’unico calco originale della testa colossale di Giove (di 58 cm.), una raccolta archeologica di superficie, un peso da bilancia, una mensa da altare, quattro iscrizioni funerarie decorate, un sostegno da tavola e numerosi materiali lapidei precedentemente riutilizzati come materiale da decorazione o da costruzione nel centro storico.

Il Giove di Otricoli

La testa marmorea, dell’altezza di ben 58 cm., fu rinvenuta ad Ocriculum alla fine del Settecento. Faceva parte di una statua di dimensioni colossali, con le parti nude realizzate in marmo e il resto del corpo in muratura e stucco (tecnica dell’acrolito). La figura rappresenta una divinità, molto probabilmente il Giove del locale capitolium, il tempio dedicato alla triade divina composta da Giove, Giunone e Minerva, ed era una copia della statua di Giove collocata all’interno del tempio capitolino di Roma.
La statua di culto originaria, risalente alla fine del VI secolo a. C. andò distrutta in un incendio nell’83 a. C.. Un nuovo simulacro venne eseguito da un artista greco, Apollonio, che prese a modello la celebre statua dello Zeus di Olimpia, opera dello scultore Fidia.
Lo Zeus di Olimpia, probabilmente la statua più famosa dell’antichità, doveva essere alto più di 14 metri ed era realizzato in avorio e oro. Il dio sedeva su un trono decorato da pitture e sculture: aveva il capo decorato da ramoscelli d’olivo, nella mano destra reggeva una statua raffigurante una Vittoria e nella sinistra teneva uno scettro sormontato da un’aquila.
L’opera fu realizzata intorno agli anni trenta del V secolo a. C., subito dopo il completamento del Partenone. Questa statua di Apollonio servì da modello per le statue dei capitolia di molte città, tra cui, probabilmente, il Giove di Ocriculum.

Peso da bilancia – errore o frode?

L’oggetto di marmo, databile alla fine del IV secolo d.C., era destinato, come indica l’iscrizione, alla pesatura del legname, che era frequentemente trasportato via fiume Tevere dalla città di Ocriculum a Roma.
Il peso dichiarato dall’epigrafe (150 libbre, corrispondente a circa 49 Kg.) non corrisponde al peso effettivo (pari a oltre 56 Kg.): i 7 Kg. di differenza sono, quindi, da attribuire ad un errore delle fabbriche artigianali locali che producevano i pesi o sono la testimonianza di un antico tentativo di frode?

Mensa d’altare

Il reperto archeologico costituisce una delle più antiche testimonianze (VI secolo a. C.) della cristianizzazione di Otricoli. Il piano di altare presenta su tre lati una decorazione a motivi vegetali: al centro del lato principale campeggia la croce, mentre il lato posteriore non è decorato, dal momento che l’altare doveva essere appoggiato al muro. Il piano superiore è incavato per contenere le offerte.

Sostegno da tavola
Il piedistallo marmoreo, databile al II secolo d.C., era probabilmente il sostegno centrale di un tavolo. Su una faccia rappresenta una figura femminile alata, forse una Vittoria; dall’altra è scolpita una cornucopia ricolma di frutta.